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Storia del cammino verso la costituzione della Comunità pastorale
SAN GIOVANNI BATTISTA ALLA CERTOSA

(Tratto dalla Relazione alla Diocesi maggio 2022, autori don Luigi Badi e don Stefano Pessina)

 

I. Elenco delle Parrocchie coinvolte nell’ipotesi di Comunità Pastorale

– S. Cecilia ab. 4.356
– S. Cuore di Gesù alla Cagnola (unita in CP dal 2013 con S. Marcellina e S. Giuseppe alla Certosa) ab. 13.686
– S. Marcellina e S. Giuseppe alla Certosa (unita in CP dal 2013 con S. Cuore di Gesù alla Cagnola) ab. 9.069
– S. Maria Assunta in Certosa ab. 7.499

TOTALE ABITANTI costituenda CP 34.610

II. Descrizione della situazione di partenza (sguardo al presente e al passato):

1 – la realtà sociale

Il numero complessivo degli abitanti è 34.610 (cfr IDSC, 2022).

In un incontro della Commissione ad interim si è tentato – per quanto lo consentissero gli ultimi dati statistici comunali, risalenti al 2017 – di abbozzare un quadro sociologico (numero di abitanti complessivo, vie, numero di famiglie per via e numero di abitanti, numero di abitanti per fasce di età in sinossi con i dati comunali e regionali).

Dai dati statistici a disposizione si può evincere una sostanziale omogeneneità delle percentuali di abitanti per singola fascia nelle 4 parrocchie in linea con i dati complessivi del Comune di Milano e della Regione. Più specificamente, si possono fare le seguenti rilevazioni. Anzitutto, che il decremento demografico, e dunque l’innalzamento dell’età media della popolazione, è in linea, come già detto, col dato comunale e regionale; in secondo luogo, soprattutto in alcune zone delle parrocchie, accanto alle famiglie insediate da una o più generazioni, sta aumentando la presenza di immigrati che caratterizzeranno sempre più la comunità come multiculturale e multireligiosa (plurale anche dal punto di vista delle Confessioni cristiane: ad una comunità ortodossa la Parrocchia di S. Cecilia ha concesso l’uso della Chiesa della B.V. Addolorata in S. Cecilia o Santuario della Colombara).

La crisi economica prima, quella pandemica poi hanno incrementato il numero complessivo di famiglie e persone che si rivolgono costantemente alle caritas parrocchiali per il pacco alimentare e per un contributo al pagamento delle utenze.

Sul territorio le parrocchie agiscono in rete con altre Associazioni, in particolare all’interno del progetto QUBI (della Fondazione Cariplo), distinguendosi in particolare per la promozione dell’aiuto allo studio nei confronti degli studenti delle Medie inferiori e superiori.
La Parrocchia Sacro Cuore, su questa base, ha progettato e sta attuando anche iniziative volte alla promozione di abilità lavorative (Laboratorio sartoriale) per le donne immigrate, in genere mamme degli studenti del Doposcuola e, ancor prima, per favorire la loro graduale integrazione nell’ambiente e nel tessuto della comunità locale.

2 – la realtà ecclesiale:

Le Parrocchie Sacro Cuore di Gesù alla Cagnola e S. Marcellina e S. Giuseppe alla Certosa sono unite in CP dal 2013: il parroco del S. Cuore e il parroco di S. Marcellina, entrambi Responsabili della CP (quello del S. Cuore con la qualifica di Moderatore), sono co-parroci dal punto di vista pastorale, mentre a livello civile l’unico parroco è quello del S. Cuore.

Le Parrocchie di S. Maria Assunta in Certosa e S. Cecilia, da Settembre 2019 hanno un unico parroco per entrambe le parrocchie, residente alla Certosa, ed un unico vicario sempre per entrambe, residente a santa Cecilia. Alle parrocchie allora fu chiesto di avviare un cammino di unità per formare in seguito una CP.

CP S. Giovanni Battista (nata nel 2013) formata dalle parrocchie:

  • S. Cuore di Gesù alla Cagnola:

don Luigi Lorenzo Badi, R. moderatore CP S. Giovanni Battista, parroco
don Enrico Nespoli, R. CP S. Giovanni Battista, co-parroco
don Marco Magnani, Vicario parrocchiale
Mons. Claudio Stercal, residente

Cappellania S. Cuore di Gesù (Istituto Palazzolo)
don Innocenzo Rasi
don Oscar Boscolo

Provincia Suore della S. Croce – Via Petitti (non impegnate in parrocchia)

  • S. Marcellina e S. Giuseppe alla Certosa
    don Luigi Lorenzo Badi, R. moderatore, CP S. Giovanni Battista, co-parroco
    don Enrico Nespoli, R. CP S. Giovanni Battista, co-parroco
    don Marco Magnani, Vicario parrocchiale
    don Grzegorg Ryngwelski, residente

Parrocchie con un unico parroco (dal 2019)

  • S. Maria Assunta in Certosa
    don Stefano Pessina, parroco
    don Marco Madé, Vicario parrocchiale
    don Piermichele Trovero, residente
  • Religiosi: Frati Cappuccini – Convento
    (Convento con Chiesa aperta al pubblico, rito romano; Centro missionario; Cappellania del cimitero)
  • Religiosi: Suore Francescane missionarie del Cuore Immacolato di Maria (Scuola materna-elementare e Casa di riposo per le loro suore anziane)
  • S. Cecilia:

don Stefano Pessina, parroco
don Marco Madé, Vicario parrocchiale

 

Laici e organismi di partecipazione: in ogni parrocchia si vive in modo abbastanza significativo la corresponsabilità pastorale in quasi tutti gli ambiti dell’evangelizzazione e della pastorale, anche se l’età media delle persone impegnate cresce, e l’inserimento di nuove e più giovani forze risulta più faticoso.
Nella attuale CP S. Giovanni Battista esiste un unico CpCP e un unico CaeCP, secondo
la logica della comunione vissuta con attenzione alle peculiarità e alle necessità della singola parrocchia (specie sul versante economico).

Le Parrocchia di S. Maria Assunta in Certosa e di S. Cecilia hanno ciascuna il proprio
Cp e il proprio Caep pur avendo un unico parroco da settembre 2019.

L’Azione Cattolica è presente in 3 parrocchie su 4; in S. Cecilia è particolarmente presente Comunione e Liberazione.

3- la realtà ecclesiale “B”: breve storia delle parrocchie (derivate da una pieve, sorte
contemporaneamente…)

Comunità pastorale S. Giovanni Battista (S. Cuore alla Cagnola e S. Marcellina)
Nel 1644 fu costruito in via Varesina l’Oratorio dedicato a S. Giovanni Battista per le poche famiglie che appartenevano a diverse parrocchie esistenti. Verso la fine del 1800 fu demolito per l’insufficiente capienza e anche per problemi di viabilità. Fu quindi costruita la Chiesa
dedicata al Sacro Cuore (+ 1888), eretta a parrocchia nel 1906.
Nel 1921 il parroco della Certosa fece costruire una chiesetta dedicata a S. Giuseppe, antesignana della nuova Parrocchia San Giuseppe. La chiesetta si mostrerà anch’essa insufficiente, così che nel 1945 Schuster creò la nuova nuova parrocchia di S. Giuseppe alla Certosa, la cui chiesa parrocchiale fu iniziata nel 1950 e conclusa nel 1958. Demolita nel 1971 la chiesetta di S. Giuseppe, in occasione della consacrazione della chiesa parrocchiale (nel 1983, card. Martini) si decise di chiamare la Parrocchia S. Marcellina e S. Giuseppe alla Certosa.
Nel 2013, dopo il necessario cammino di preparazione, le Parrocchie vennero costituite in CP – S. Giovanni Battista.

Parrocchie S. Maria Assunta in Certosa e S. Cecilia
La parrocchia della Certosa è molto antica (452 anni di vita) ed era la parrocchia, originata dalla Pieve di Trenno, che comprendeva tutto il territorio circostante, per lo più campi e cascine sparse, e dalla quale sono sorte poi le altre parrocchie, in particolare santa Cecilia e Santa Marcellina. Dopo l’allontanamento dei Certosini dalla Certosa (1782-1783) la sede della parrocchia venne trasferita presso la Certosa. La parrocchia di Santa Cecilia è molto più recente (sorta nel 1965), anche se l’oratorio-santuario della Colombara risale ai primi anni del 1800.
Dal 1960 fino al 2002 la Certosa venne affidata ai Frati Cappuccini, mentre Santa Cecilia è sempre stata affidata al clero diocesano.

4 – la realtà ecclesiale “C”: esperienze e realizzazioni di pastorale condivisa e di collaborazione con altre istituzioni.

Per quanto riguarda la CP S. Giovanni Battista:
sono state avviate e portate avanti diverse forme di collaborazione. Anzitutto alcuni settori della pastorale famigliare (il Corso fidanzati, il Gruppo Genitori dei Bambini del post- battesimo, la Messa
dei piccoli), la Caritas, alcune iniziative culturali, la cura della comunicazione (sito condiviso, periodico bimestrale), alcuni momenti di spiritualità per gli adulti (Esercizi quaresimali). La pastorale giovanile, in particolare negli ultimi anni, ha conosciuto un significativo incremento della condivisione di momenti formativi per gli educatori/animatori , l’unificazione dei gruppi del post-cresima, e anche l’esperienza dell’oratorio estivo suddiviso per fasce di età, assegnando alla singola fascia età di tutta la CP una sede propria. Nell’Iniziazione cristiana sono stati fatti passi in avanti nella condivisione da parte dei catechisti di momenti di progettazione dei tempi forti e anche di condivisione di qualche iniziativa tipo la “Pasqua dei ragazzi” (intero giovedì santo in Oratorio). Sul versante della gestione economica si sono fatti passi avanti mediante l’unificazione dei Caep, così da crescere nella logica della comunione e della corresponsabilità, ferma restando l’autonomia di ciascuna parrocchia.

Per quanto concerne le Parrocchie S. Maria Assunta in Certosa e S. Cecilia:
all’interno dell’ex decanato Cagnola le due parrocchie sono rimaste meno inserite delle altre, per ragioni complesse.
Da Settembre 2019, con un unico parroco per entrambe le parrocchie, residente alla Certosa, ed un unico vicario sempre per entrambe residente a santa Cecilia, è stato avviato e un cammino di più intensa comunione.
L’avvento della pandemia e la significativa differenza fra le due parrocchie hanno frenato tale intento. Inoltre e, ipotizzata l’idea di costituire una CP più ampia, si è preferito rallentare l’integrazione fra le due coltivando una sorta di “predisposizione” alla CP futura.
Per procedere verso una più significativa comunione, si sono promossi incontri unitari “una tantum” dei consigli pastorali, alcune celebrazioni comuni (celebrazioni penitenziali, rosario, esercizi spirituali e ritiri…); alcune iniziative oratoriane fatte insieme (qualche gita, vacanze,)
Si è cercato di armonizzare alcune iniziative totalmente diverse (benedizioni natalizie delle case, percorsi di IC, oratorio estivo, esercizi spirituali).
I due sacerdoti, nel limite del possibile, provano a scambiarsi la presidenza nelle celebrazioni liturgiche in una Eucaristia festiva.
Con i Frati Cappuccini è stato messo in atto qualche tentativo iniziale di collaborazione anche se ancora limitato ad alcune iniziative specifiche (ad es. la via Crucis)

III. Ipotesi di Comunità Pastorale (sguardo al futuro):

1 – prospettive demografiche e dati significativi della società civile
Nei prossimi anni è prevedibile un graduale rinnovamento della popolazione. Il graduale aumento della presenza di immigrati, in particolare di religione islamica, sollecita le parrocchie ad immaginare e promuovere una forma di presenza sul territorio che, nel rispetto delle identità proprie, promuova l’integrazione. E’ fondamentale che gli ambienti parrocchiali siano accoglienti ed ospitali e promuovano iniziative e attività volte alla reciproca conoscenza, al confronto, evitando di ridursi ad erogatori di servizi assistenziali. Per quanto riguarda gli immigrati cattolici si tratta di dare forma a una Chiesa dalle genti, secondo le intuizioni del recente Sinodo minore diocesano. Per quanto riguarda gli immigrati di altre religioni, specie islamici, il cammino appare impegnativo.
In generale, all’interno della più ampia realtà decanale – e proporzionalmente alle intenzioni che hanno condotto alla riforma e all’accorpamento dei decanati – è necessario esporsi maggiormente sul territorio, con umiltà e disponibilità a fare rete con altri a beneficio della comunità tutta. In relazione a ciò è importante curare la dimensione culturale, nel senso di aiutare gli operatori pastorali e le comunità parrocchiali a interpretare il cambiamento d’epoca in corso e a viverlo nella convinzione che è finita la cristianità ma non il cristianesimo, nel cui DNA è insita l’apertura alla polis ecc. ecc.

2 – bozza di progetto pastorale e di regola di vita della diaconia

Per quanto riguarda il Progetto pastorale (che implica un graduale percorso di conoscenza, confronto e discernimento, bene avviato da febbraio a maggio 2022), per ora ci limitiamo a rilevare che una Comunità che nel suo nome si riferisce a San Giovanni Battista, il testimone della luce, il precursore, l’amico dello Sposo, potrebbe significativamente assumerne la figura come icona spirituale e pastorale.

La metafora dell’”amico dello Sposo”, di Colui che favorisce l’unione tra Dio e il suo popolo, e che, pertanto può ritirarsi, evitando di rubare la scena allo Sposo, è forse la più provocatoria. Lui deve crescere, io (noi) invece diminuire.
La costituenda Comunità pastorale intende proporsi, sull’esempio del Battista, come testimone della luce, come una finestra che consente alla luce (di Gesù) di entrare nella casa che è il territorio (in senso antropologico) sul quale essa insiste. Come “amico dello sposo”, al fine di favorire e promuovere la relazione tra Gesù e ogni uomo e donna di questa porzione di Milano perché cresca Gesù – e il suo Vangelo – nella coscienza e nella vita delle persone. Una comunità al servizio della gioia dell’incontro tra Gesù e ogni persona, convinta che il cuore umano è abitato dal desiderio di gioia, che sola riempie di senso l’esistenza e, sperimentata almeno in modo aurorale, consente di affrontare le caducità e precarietà della vita, che culminano nella morte, con la affidabile speranza che il Risorto offre ai credenti.
La sfida è di rispondere non solo al desiderio personale, ma anche al bisogno di costruire una vita comune all’insegna della fraternità originaria che lega le persone, in un contesto plurale sia dal punto di vista culturale che religioso.

3 – tempi di attuazione (avvio del cammino, tappe intermedie, costituzione
della Comunità)

Tappe del cammino percorso fino ad oggi:

1) Da ottobre 2021 a gennaio 2022: incontri quindicinali della futura diaconia (conoscenza della storia, dell’identità, della situazione attuale delle singole parrocchie), che ovviamente sono proseguiti anche, e a maggior ragione, dopo gennaio.

2) A fine gennaio 2022: incontro plenario dei 3 attuali Consigli pastorali per lanciare la nuova CP presentazione del senso della costituenda CP, degli obiettivi, dell’ipotesi di cammino in vista della sua formale istituzione; costituzione di una Commissione ad interim formata dai preti più 4 laici indicati dai Cp.

3) Incontri della Commissione ad interim (febbraio/settembre 2022)

La Commissione ad interim ha lavorato come segue:
progettazione del cammino di preparazione della CP:
sette incontri di conoscenza e di confronto tra le persone impegnate nei principali ambiti pastorali alla presenza di un presbitero e di 2/3 laici della Commissione ad interim; restituzione del risultato di tali incontri prima alla Commissione ad interim, poi ai Consigli pastorali riuniti;
– preparazione e pubblicazione di un Informatore periodico da diffondere nelle 4 parrocchie per rendere edotti almeno i fedeli domenicali del cammino in atto;
– progettazione dell’avvio a settembre della CP con una Giornata di fraternità e di spiritualità per i Cp e gli operatori pastorali (domenica 18 settembre);
progettazione (entro giugno 2022) di eventi comuni (quali serate di riflessione e preghiera) all’inizio della futura CP e di celebrazioni di inizio nelle singole parrocchie che vedano la partecipazione della Diaconia (tra la quarta settimana di settembre e la prima metà di ottobre 2022).
nome prescelto per la Comunità Pastorale: tenendo conto della storia remota (una Cappella dedicata a S. Giovanni Battista in zona v.le Certosa) e anche della vicenda prossima (la costituzione nel 2013 della CP S. Giovanni Battista) e del territorio (sul quale le 4 parrocchie insistono e verso il quale si è chiamati a “muoversi”) si è scelto il nome SAN GIOVANNI BATTISTA ALLA CERTOSA.

 

Relazione dei Consigli pastorali della CP S. Giovanni Battista alla Certosa all’Arcivescovo Mario Delpini in Visita pastorale – 11 febbraio 2023

Dossier VISITA PASTORALE 11-12 febbraio 2023